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CRAZY HEART
di Scott Cooper
Sceneggiatura: Scott Cooper
Fotografia: Barry Markowitz
Montaggio: John Axelrad
Scenografia: Carla Curry
Musiche: Stephen Bruton, T-Bone Burnett
Costumi: Doug Hall
Interpreti: Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Colin Farrell, Robert Duvall, James Keane, Anna Felix, Paul Herman, Tom Bower, Ryan Bingham, Beth Grant, Rick Dial, Debrianna Mansini, Jerry Handy, Jack Nation
Produzione: Butcher's Run Films, Informant Media
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: USA, 2010
Durata: 112'
Data di uscita: 5 marzo 2010
Sito ufficiale
Scott Cooper nasce attore (e discepolo di Robert Duvall, qui presente all'appello in cameo). Per la prima volta scrive e dirige, ma non è tutto suo il merito della calorosa accoglienza suscitata oltreoceano da Crazy Heart: sua, probabilmente, è la sensibilità rara nel tirare fuori il meglio dagli interpreti. Tra comparsate d'autore e una sfilza di primi piani, infatti, c'è il miglior packaging possibile per confezionare un Oscar. Quando si dice "film d'attori"...
Ennesima storia di redenzione con un antieroe di mezz'età a fare da star assoluta, Crazy heart racconta la vicenda di Bad Blake (uno stropicciatissimo Jeff Bridges in parte come non mai), ex stella del country ormai in declino che va per i sessanta e ha un serio problema d'alcolismo. La giornalista di provincia Jean Craddock (Maggie Gyllenhaal, limpida) è la donna che, dopo i quattro divorzi off-screen del nostro, tornerà a fargli battere il cuore e scrivere canzoni; Tommy Sweet (Colin Farrell, credibile finché non brandisce il microfono) è invece il pupillo d'un tempo che, avendo superato il maestro, oggi è ricco e famoso in barba all'amareggiato mentore - ma sa generosamente tendere una mano all'occorrenza.
A Bridges, protagonista e one man, il film è valso il Golden Globe come miglior attore. L'intreccio in sé sa indubbiamente di visto e stravisto, macchiato com'è di una prevedibilità dolente che ne tarpa la vocazione di studio del soggetto a tema: ma l'apporto recitativo del cast non può lasciare indifferente un pubblico presto conquistato dalla voce oltre che dall'interpretazione del nostro, che canta realmente e dona al ruolo una ruvida scintilla d'umanità. Bad è sudato, maleodorante, lercio, un po' viscido, menefreghista, fuori forma e fuori fase: ma fuori tempo no, mai. Il fascino da vecchio leone indomito fa sorridere: vedere lo stesso animale in parte addomesticato, ma non cliché, fa invece tenerezza. Perciò lo stereotipo è scansato, il personaggio respira di vita propria e l'operazione è quasi del tutto riuscita: ciò che spiace e non convince, di fatto, è l'impianto estremamente tradizionale del racconto assieme alla banalità forzata di un paio di snodi narrativi. In Crazy Heart, infatti, nulla stupisce realmente lo spettatore - nulla se non, s'intende, le intense strizzate d'occhio del pur patetico Blake, vero e vivo come non accade frequentemente d'incontrarne in sala. Carisma in pillole, qualche ghignata alcolica e nessuna sorpresa: se le ballate color nostalgia vi piacciono, dunque, questo film fa per voi.



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