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SHUTTER ISLAND: IL GABINETTO DEL DOTTOR SCORSESE

Presentato stamane nel segreto più assoluto, alla presenza di Martin Scorsese e Leonardo di Caprio, il loro nuovo attesissimo film: Shutter Island, thriller psicologico dalle atmosfere noir ed espressioniste che sarà nei nostri cinema dal 5 marzo (Medusa)

SHUTTER ISLAND: IL GABINETTO DEL DOTTOR SCORSESE

Berlino e Medusa impongono l’embargo ai giornalisti sulle recensioni prima della World Premiere al festival tedesco, Di Caprio intima il silenzio più assoluto sulla trama, Mario Sesti, il conduttore della conferenza stampa, minaccia un soggiorno a Shutter Island a chi rivelerà qualcosa del finale. In un clima di segreto di stato avviene la presentazione dell’attesissimo nuovo film di Martin Scorsese con Di Caprio protagonista (il quarto con il regista italo-americano), ovvero Shutter Island, già rimandato negli USA e fuori concorso alla 60esima Berlinale, ma visionato stamane dalla critica italiana in anticipo perfino sull’anteprima mondiale: ora, se trapelerà qualcosa sul film, sapranno con chi prendersela.
Come al solito si parla poco del film e lo stesso Scorsese si concede pochissimo a quelle poche domande cinefile che gli vengono rivolte: si parla delle ispirazioni, dei rimandi, dei debiti con il cinema europeo (in particolare, quello tedesco dall’espressionismo agli anni ’40), con il cinema noir americano d’importazione (immigrati tedeschi e francesi: da Lang a Tourneur), del cinema atipico di Fuller: Scorsese prima fa il modesto, poi conferma le ispirazioni che “fanno certamente parte di tutto il suo background, avendo vissuto la mia infanzia e adolescenza proprio in quegli anni”, quindi rivela di aver proiettato alla troupe una marea di film di quel periodo e di quegli autori (i più citati sono Tourneur e Laura – da noi Vertigine – di Otto Preminger), ma di più non dice.
Da parte sua Di Caprio è investito da domande esistenziali (“Cos’è per te la felicità?”) e sul suo rapporto con Scorsese (“il bello di Scorsese è che lui si affida completamente a te come attore affinché tu porta avanti la narrazione a livello emotivo; lui ti ha scelti, ti ha ingaggiato per perseguire un obiettivo e sai che non puoi deluderlo”), nonché ovviamente sul personaggio da lui interpretato in Shutter Island: “Senza rivelare nulla sul film, la cosa che mi ha più interessato di questo personaggio è la sua duplicità: con Scorsese abbiamo deciso di sperimentare vari estremi del suo comportamento; d’altra parte il personaggio ha già il suo progetto da portare avanti: il nocciolo a cui ruota tutto è il dolore, la perdita, il trauma e la possibilità o meno per un uomo di farci i conti”.
Poi, la paura e la violenza. Scorsese: “Io convivo con la paura nella mia quotidianità: l’importante è con-viverci e non vivere nella paura”; Di Caprio: “Questi grandi personaggi di Scorsese sono personaggi che per loro natura sono violenti, ma cos’è, in fondo la violenza? La violenza è sofferenza interiore che viene brutalmente esternata nel mondo di fuori”.
Sofferenza, violenza, redenzione: “sono molto attratto – chiude infine Scorsese - da queste cose, d’altra parte sono cattolico: il crocifisso è la natura della sofferenza umana”. Così anche a Shutter Island c’è posto, sottoforma di un tatuaggio inquadrato in secondo piano, per la riflessione cristiana di Scorsese sulla condizione dell’ uomo sofferente e in cammino per la redenzione, un altro importante tassello del suo imponente e straordinario mosaico cinematografico sull’essere umano.
Shutter Island
invaderà gli schermi italiani a partire dal 5 Marzo, distribuito da Medusa.

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