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L’UOMO CHE FISSA LE CAPRE
di Grant Heslov
Soggetto: Jon Ronson
Sceneggiatura: Peter Straughan
Fotografia: Robert Elswit
Montaggio: Tatiana S. Riegel
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Louise Frogley
Musiche: Rolfe Kent
Interpreti: George Clooney; Jeff Bridges; Ewan Mcgregor; Kevin Spacey
Produzione: George Clooney; Grant Heslov; Paul Lister
Distribuzione: Medusa Film
Nazionalità ed anno: USA, 2009
Durata: 90'
Data di uscita: 6 novembre 2009
Titolo originale: The Men Who Stare at Goats
Sito ufficiale
Iraq, 2003. Conflitto bellico. Unità speciale statunitense. Soldati accuratamente scelti, addestramenti innovativi, missioni top-secret e poteri psicologici soprannaturali. E tutto maledettamente vero. Ecco in cosa consiste la brigata "Nuova Terra", unità scelta per missioni delicatissime nella guerra irachena di inizio millennio. I temibili marines, in confronto, sembrano bambini che si fanno la guerra con le pistole giocattolo.
Tutto estremamente serio, quindi? Gli ingredienti per un classico war-movie ci sono tutti, del resto. E invece no. Il film di Grant Heslov, L'uomo che fissa le capre, è una divertentissima - e al contempo profonda - decostruzione e demistificazione della guerra in Iraq e delle guerre in genere.
Ironizzare sulle proprie paure è uno dei passi fondamentali per superarle ed esorcizzarle. Riuscire a ridere di una guerra ancora in corso può quindi offrire lo spunto (semi)serio per poter parlare dell'assurdità di tutti i conflitti, specialmente quelli a cui si prende parte. E gli Stati Uniti ne sanno qualcosa.
Il pretesto è tanto semplice quanto cruciale: partire da una storia vera. Ma non una storia di guerra qualsiasi. Meglio se le vicende narrino di un'assurda squadra speciale addestrata, con metodi "new age", ad una futuribile guerra psicologica. Soldati a cui viene insegnato a prevedere il futuro, attraversare i muri, ballare il rock ‘n roll e ad uccidere con la sola forza del pensiero. Delle vere armi letali. Se ci sforziamo solo per un attimo di immaginare che tutto ciò è veramente accaduto (e documentato nell'omonimo libro di Jon Ronson), lo spunto per ridicolizzare le guerre attraverso la stupidità di alcune loro espressioni è tanto facile quanto arguta. Sovvertire il mito della guerra attraverso una sua strampalata forma: non si potrebbe desiderare di meglio. Ma ovviamente, nonostante lo spunto sia accattivante, l'opera non potrebbe limitarsi a questo enunciato. Heslov, insieme ad un cast attoriale nel quale spiccano degli ispiratissimi George Clooney e Jeff Bridges, pone e affronta le tematiche in maniera magistrale. Del resto parlare di pace in scenari di guerra è cosa assai delicata.
Innanzitutto la brigata "Nuova Terra" è un corpo scelto dell'esercito statunitense addestrato per scongiurare guerre, e non per combatterle. Qui la meditazione, affiancata ad un discreto uso di droghe, eleva le menti dei soldati, fino al rifiuto più categorico del conflitto bellico. Non per niente questi uomini si definiscono "guerrieri Jedi"; un po' per civetteria hippie, ma anche perché il loro percorso spirituale li pone quotidianamente a confronto con "il lato oscuro" dell'uomo, lo stesso dal quale devono sfuggire per poter prevenire i conflitti. Quel "lato oscuro" che può far uccidere ad un loro commilitone una capra indifesa senza un vero perché, ma che è lo stesso che può far compiere atti indicibili alle truppe ancora oggi presenti in Iraq. La critica è tanto velata quanto puntuale. Tuttavia non mancano momenti in cui si tace, dove le risate lasciano il posto al dramma e alla denuncia. Sono pochi istanti, ma feroci e profondi. L'autocritica statunitense delle proprie azioni belliche non viene tralasciata. Anzi: essere il contraltare di una serie di gag esilaranti conferisce ai momenti critici una forza che altrimenti non sarebbero riusciti ad avere.
In un turbine di gag tanto inverosimili quanto divertenti, L'uomo che fissa le capre riesce ad essere un'opera molto più pacifista di tanti pamphlet anti-bellici, che spesso si perdono per strada rincorrendo delle ideologie difficili da gestire. Un battaglione di soldati pacifisti che fanno della ricerca spirituale il loro esercizio quotidiano non può non rimandare all'importanza della ricerca intellettuale che oggi l'uomo deve affrontare per ripudiare ogni guerra. Combattere con la mente per non combattere con il corpo.
L'opera di Heslov segna un punto nient'affatto marginale nel lungo cammino che gli Stati Uniti stanno compiendo per venir fuori, fisicamente e culturalmente, dalla lunga coda di guerre internazionali che li hanno visti protagonisti, con particolare riguardo alle due in medio oriente degli ultimi venti anni. Se la storia è vera, allora al regista va il merito di essere riuscito a rendere il vero metafora del vero, l'assurdità metafora dell'assurdità. L'idiozia dei soldati raccontata da Grant Heslov racchiude in sé tutta l'idiozia contenuta nel concetto stesso di guerra. Un'opera che con la leggerezza propria dell'ironia riesce a ridere della tragicità della guerra, facendo crollare tutti i valori etici e morali che questa porta con sé e che ci stanno colonizzando le coscienze da immemore tempo. La "Nuova Terra" è forse più vicina?
didylux ha scritto:
veramente un'ottima recensione, hai colto il punto cruciale senza perderti nella facile retorica, che è il rischio più grande quando si recensisce un film sulla guerra.



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