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MISS MARZO
di Zach Cregger, Trevor Moore
Soggetto: Dennis Haggerty, Ryan Homchick, Thomas Mimms
Sceneggiatura: Zach Cregger, Trevor Moore
Fotografia: Anthony B. Richmond
Montaggio: Tim Mirkovich
Musiche: originali di Jeff Cardoni
Scenografia: Cabot McMullen
Costumi: Sarah de Sa Rego, Alexis Scott
Interpreti: Zach Cregger, Trevor Moore, Raquel Alessi, Craig Robinson
Produzione: The Jacobson Company
Distribuzione: 20th Century Fox Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 90'
Data di uscita: 3 luglio 2009
Titolo originale: Miss March
Sito ufficiale
Sito italiano
I liceali Eugene (Zach Cregger) e Tucker (Trevor Moore) sono amici sin da bambini e clamorosamente opposti tra loro. Il primo è il tipo che va a terrorizzare i ragazzini nei seminari che promuovono l'astinenza sessuale, mentre l'altro è un leggiadro erotomane in camicia variopinta. Una rovinosa caduta dalle scale manda Eugene in coma per quattro anni e al suo risveglio la sua candida e casta fidanzata Cindi (Raquel Alessi) è la playmate del mese nel titolo.
Il dinamico duo composto da Zach Cregger e Trevor Moore (sceneggiatori e registi, oltreché protagonisti) ambirebbero, con Miss Marzo, all'allegra commediotta (genere: teen sex comedy) utile per disimpegnate serate estive al cinema, ma falliscono nell'intento principale, perché non divertono. Non basta mettere insieme ragazzotti americani (più o meno perdenti) con procaci fanciulle, piazzarli in improbabili (volgari) situazioni e far loro dire frasi a caso purché irriverenti (non riuscendoci, peraltro), per portare a casa un risultato (film) decente.
Mancando completamente l'obiettivo, il film risulta alla visione non soltanto vacuo e inutile (e questo, passi) ma anche fastidioso, oltreché un tantinello deprimente. Fin dai primi centottanta secondi è chiaro a cosa si stia andando incontro: i personaggi si dicono qualcosa come due dozzine di parolacce e hanno già sfogliato un ottimo Playboy, dal cui paginone centrale ben presto la Miss del titolo occhieggerà come ignuda bellezza di primavera. Per recuperare l'ex fidanzata, i due inseparabili amici partiranno alla volta della superfesta nel villone di Hugh Hefner - fondatore della patinatissima rivista - a Los Angeles, ma prima dovranno superare incontinenze corporal-emotive e pompieri in cerca di vendetta, rabbonire una fanciulla in pieno attacco epilettico a suon di forchettate (eh, sì, anche questo) e gestire l'amicizia con l'ingombrante amico Stallone.Megapacco (in originale, se gradite di più, risponde al nome di Horsedick.MPEG), protagonista di una rivelazione finale da brividi. Per fortuna il fondamentale incontro con Hefner - che ovviamente compare nel ruolo di se stesso - dispensa una preziosa pillola di saggezza:"C'è una coniglietta in ogni donna". Ah, ecco.
Potremmo probabilmente scomodare concetti quali sessismo e ipocrisia verso gli omosessuali, lanciare strali nei confronti della ripetuta irrisione verso le malformità fisiche e le malattie, e dire due parole anche sul maschilismo, ma sarebbe un inutile accanimento. E, soprattutto, sarebbe perfino troppo.



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