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CORALINE E LA PORTA MAGICA

di Henry Selick

Soggetto: tratto dal romanzo di Neil Gaiman
Sceneggiatura: Henry Selick , Neil Gaiman
Fotografia: Pete Kozachik, ASC
Montaggio: Christopher Murrie, Ronald Sanders
Musiche: Bruno Coulais, They Might Be Giants
Produzione: Focus Features, LAIKA in associazione con Pandemonium - prodotto da Bill Mechanic, Claire Jennings, Henry Selick, Mary Sandell
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2009
Durata: 100'
Data di uscita:
19 giugno 2009
Titolo originale: Coraline
Sito ufficiale                    
Sito italiano
Note: prima animazione stop-motion ad essere realizzata in 3-D stereoscopica

CORALINE E LA PORTA MAGICA
4

L'undicenne Coraline Jones si è appena trasferita, insieme a mamma e papà, dal Michigan in Oregon, ma sarebbe più appropriato dire "nel bel mezzo del nulla": la casa è messa maluccio, i dintorni sono lugubri e i genitori si occupano poco di lei e troppo del loro lavoro. Triste e pure senza amici, Coraline scopre un mondo altro, parallelo e bellissimo al di là di una porticina magica del salotto. Ma dietro la scintillante apparenza si cela il ricatto...
Nato dall'incontro di due menti brillanti e in incredibile sintonia - il regista Henry Selick e lo scrittore Neil Gaiman - Coraline e la porta magica è un film che tratta del meraviglioso, dell'illimitatezza della fantasia, del potere incredibile che può provocare un desiderio. Ma anche, e qui sta la vera grandezza del film, del contrario, degli opposti di tutto ciò, quindi è sua materia anche l'orrore, lo sconfinamento verso il malvagio insito nel fantastico, la realizzazione dei desideri. Non a caso, in una ridondanza tipicamente italica, il sottotitolo della locandina recita testualmente "Fai attenzione a quello che desideri".
L'intraprendente Coraline, il cui nome contiene peraltro un doppio non speculare nel più corretto Caroline, affronta niente meno che l'Altro, ovvero il duplice e il parallelo: di notte, già di per sé territorio di confine tra realtà e sogno, attraversa una porticina che si trova nel salotto e approda nella sua vita parallela, in cui i genitori si occupano esclusivamente di lei, la casa è bellissima, il cibo è ottimo e viene ricoperta di regali e attenzioni come nei desideri più sfrenati di chiunque. È la materializzazione del luogo in cui l'erba è sempre più verde - e ci appartiene, non è del vicino -, mondo di sogno che vince facile sulle assenze della mamma, i terribili pasti preparati dal papà, il bagno poco funzionale e pieno di insettacci rossi del mondo reale. Al mattino la ragazzina si risveglia nella sua stanza grigia, la porticina magica è murata e fuori piove sempre.
Al compromesso iniziale, in cui Coraline accetta e soprassiede sull'assenza degli occhi - al loro posto, bottoni neri - dei "genitori altri", nel complesso "migliori", simpatici e più carini degli originali, se ne somma ben presto un altro, che fa sprofondare il film nell'orrore: se vuole rimanere, e  scoprirà ben presto che deve, Coraline dovrà cedere i propri occhi in cambio di un paio di bottoni. Ed ecco che, da novella Alice in un paese meraviglioso, la ragazzina si trasforma in una nuova Dorothy in fuga dal regno del mago di Oz, con il solo desiderio di tornare a casa. Terrore e meraviglia si alternano e si sovrappongono, mentre la narrazione avanza in maniera libera da pesanti vincoli logico-causali: al comando c'è senza dubbio la fantasia a briglia sciolta.
Ennesima riprova - se mai ce ne fosse stato bisogno - che l'animazione non è più - non soltanto - roba da bambini, Coraline e la porta magica è anzi una favola adulta e moderna nel suo essere profondamente gotica e altamente morale (tanti gli "insegnamenti", conclamati e velati), che non mancherà di solleticare lo spettatore con tantissimi riferimenti e qualche citazione cinematografica (la più palese nel sottofinale rimanda al primo Terminator).
Ottimo, nella versione originale, il cast di attrici e attori che donano la propria voce ai personaggi: la lanciatissima enfant prodige Dakota Fanning è Coraline, la casalinga disperata Teri Hatcher è sua madre in ogni dimensione, mentre Jennifer Saunders, Dawn French, Ian McShane e Keith David sono altrettanti bizzarri personaggi che la giovane protagonista incontra nella sua avventura. Ricordiamo per onor di cronaca che il film è stato realizzato in stop motion, ed è stato il primo ad essere concepito e fotografato in 3-D stereoscopica, e non è forse superfluo sottolinearne la bellezza e...sì,  molto molto meglio vederlo in 3D.

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