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LOOK BOTH WAYS - AMORI E DISASTRI
di Sarah Watt
Sceneggiatura: Sarah Watt
Fotografia: Ray Argall
Scenografia: Rita Zanchetta
Montaggio: Denise Haratzis
Costumi: Edie Kurzer
Musiche: Amanda Brown
Interpreti: William McInnes, Justine Clarke, Anthony Hayes, Lisa Flanagan, Andrew S. Gilbert, Daniella Farinacci
Produzione: Hibiscus Films
Distribuzione: Fandango Distribuzione
Nazionalità ed anno: Australia, 2005
Durata: 100'
Data di uscita: 19 giugno 2009
Titolo originale: Look Both Ways
Sito ufficiale
Sito italiano
È un film speciale Look both ways, di quelli che non se ne vedono da tanto, difficile da ripetere. Capace di catturare il tempo, i drammi e le emozioni più intense dell'anima. Già, perché non manca proprio niente a questa pellicola, tra amori e grandi disastri scorrono e si intrecciano le vite dei protagonisti oltrepassando lo "spazio-tempo" mentale. Di colpo lo spettatore è immerso nei bellissimi disegni di Merly (Justine Clarke), paure, fobie prendono vita ma nello stesso tempo vengono esorcizzate e portate lontano.
Intimista, spettatore di se stesso, Amori e disastri racconta differenti personalità umane, tutte confinate nello spazio limitato di una cittadina australiana indefinita.
La morte, protagonista della pellicola, vive nei pensieri, nelle ansie, nel destino di ogni singolo personaggio presentato, sino a diventare vera e propria ossessione per ciascuno di loro. Per primo Nick (William McInnes), fotografo reporter, scopre casualmente di avere il cancro e così la sua vita gli passa davanti, lasciando la sensazione che non ci sia un granché da perdere. Poi Merly, un'artista trentacinquenne, mentre torna in treno dal funerale di suo padre immagina i disastri che le potrebbero capitare e all'improvviso è testimone di un incidente.
La morte è ovunque, si manifesta in modo intimo e personale, attraverso continue visioni di tragedie stemperate da animazioni che rimandano allo stile della giovane artista - regista. I disegni prendono vita e irrompono nel narrato, sono suggestivi dalle mille tonalità e a guardarli bene nascondono sempre una nota positiva. Come il film del resto, che dopo tanti disastri e dolori si apre al sereno, inaspettato, finale a sorpresa. A volte ci si chiede se il nostro destino sia meritato o meno, "perché proprio a me doveva accadere? Merito una punizione per qualcosa che non so, non ho diritto ad essere felice?" Insomma, anche questi interrogativi escono dalle immagini del film ed entrano in noi ma il messaggio c'è: vivere sempre e comunque, senza fermarsi e piangere su se stessi, metabolizzare e andare avanti. Alla fine arriverà per tutti una pioggia purificatrice e scoprirà il senso e i colori della vita. A tinte e gradazioni argute la regista Sarah Watt dipinge il suo primo lungometraggio mescolando sulla tela vita quotidiana, legami affettivi e il tempo fatale delle stagioni. E inesorabile, con pennellate emozionanti, mescola un melodramma originale dotato di una fantasiosa creatività. In fondo, tante volte abbiamo visto film con tema dominante la morte o varie ansie e paure, ma qui è diverso. Si parta dal montaggio, capace di sfoggiare un'audacia visiva e un ritmo intervallato dalla riflessione e velocità degli avvenimenti. La fotografia poi è sempre in contrasto tra interni ed esterni, mentali e visivi. Forte e piena di luce, crea sequenze multiformi, sovrapposte in stili differenti. Animazioni curate nei minimi dettagli convogliano nella presenza luminosa della brava Justine Clarke.
C'è da dire, a proposito del cast, che gli attori sono praticamente sconosciuti. Tutti bravissimi però, pieni di forza espressiva, credibili anche quando passano dalla commedia con battute stentate, alla tragedia più nera con lunghi silenzi.
Se vogliamo cercare un difetto a Look Both Ways (se proprio dobbiamo) allora è nella sceneggiatura. Le battute a volte annoiano, si avverte "il fuori luogo" che sottolinea la durata troppo lunga del film rendendolo a tratti lento e pesante. Ma questo è solo un dettaglio. Nel complesso merita una nota di lode, visto l'inspiegabile ritardo con cui arriva in Italia. Uscito nel 2005, ha fatto prima il giro di mezzo mondo portando a casa premi e consensi,(Toronto Film Festival - Discovery Award; Rotterdam International Film Festival - KNF Award; solo per citarne alcuni) e poi è approdato nelle nostre sale. Pioniere dell'evento la Fandango Distribuzione, nota casa made in Italy che a volte ancora tenta il prodotto di nicchia. Certo non sarà un film da botteghino, ma sicuro lascerà una pennellata di speranza in chi avrà l'ardire di vederlo.



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