- Home
- Cinema
- DVD
- News
- Attualità
- Interviste / Conferenze
- Festival / Rassegne
- Berlino 60
- Assisi XXV
- Cinema - Festival di Roma 4
- Cinema - Festival di Roma I
- Cinema - Festival di Roma II
- Cinema - Festival di Roma III
- Science plus Fiction 09
- Torino Film Festival 25
- Torino Film Festival 27
- Pesaro 42
- SIC
- Cannes 59
- Cannes 61
- Berlino 56
- Berlino 57
- Berlino 58
- Venezia 62
- Venezia 63
- Venezia 64
- Venezia 65
- Focus On
- Adieu
- Video
- Rubriche
- Zp
Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 60
Messaggi recenti del blog
- GLI OMBRELLONI DI TALANI SI APRONO IN PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA A TRIESTE
- IL DIRETTORE DEL SETTORE CINEMA MARCO MUELLER RICEVE L'ORDEN DRUZHBY
- “CINECITTÀ LUCE – LE SFIDE DELLA MEMORIA”
- PROGETTO BONELLI: SIETE PRONTI A SPORCARVI LE MANI?
- “POVERI VOI”, LA PRIMA ONG AFRICANA CHE PORTA AIUTI UMANITARI ALL'ITALIA
- NOI STIAMO CON EMERGENCY - SABATO 17 - ORE 14.30 APPUNTAMENTO IN PIAZZA NAVONA ROMA
- PARAMOUNT ANCORA INSIEME IN ITALIA CON UNIVERSAL
- NAPOLI COMICON CAMBIA: FUSIONE CON GAMECON, NUOVE SEDI E NUOVE DATE
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
- “TAXI DRIVERS” PRESENTA “SYMPATHY FOR THE DEVIL”
Argomenti del forum attivi
Focus On
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK - SÉRIE ROSE (EPISODI 1991)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 26/07/2010 - 10:10
Per i due episodi della "Série Rose" diretti nel 1991, Walerian Borowczyk, volge lo sguardo a est: il medio oriente di "L'expert Halima" e l'estremo oriente di "Le Lotus d'or". Proprio in questa dicotomia di ambienti (in contrapposizione alla struttura narrativa) sta il lato più affascinante del dittico. Precisamente, è riguardo alla messa in scena che il cineasta polacco mette tutto se stesso e la sua arte, (ri)costruendo meticolosamente gli ambienti teatro delle vicende.
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK - SÉRIE ROSE (EPISODI 1989)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 19/07/2010 - 18:30
Dopo la tormentata distribuzione di Regina della notte, Walerian Borowczyk, si rende conto che il suo cinema non può più essere integralmente "suo": troppe ingerenze da parte dei produttori e troppe aspettative per un nuovo film "alla Borowczyk", tendono a farlo diventare un marchio, un "maestro dell'erotismo", impossibilitato a creare e ad inventare, se non adeguandosi ad uno standard mediocre e ripetitivo.
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK – “CÉRÉMONIE D'AMOUR” (REGINA DELLA NOTTE) – PARTE 1.1
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 05/07/2010 - 11:56
Il titolo originale del film è lo stesso del romanzo di André Pieyre De Mandiargues, cioè "Tout disparaîtra", così almeno compare sulle carte di lavorazione del film. Al momento dell'uscita però il titolo originale viene convertito nell'anonimo Cérémonie d'amour, mentre in Italia diventa Regina della notte, per richiamare nelle sale il pubblico-voyeur del circuito a luci rosse ormai avviato verso una crisi irreversibile.
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK - "L’ARMOIRE"
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Mar, 22/06/2010 - 12:00
Il film collettivo Collections Privées, prodotto da Pierre Braunberger sul finire del 1978 esce nelle sale parigine nel giugno dell'anno seguente. Il film è ambizioso, ma non mantiene le promesse, e rimane per oltre trent'anni un'opera misconosciuta a causa della sua difficile reperibilità. L'intento del produttore è quello di riunire tre maestri del cinema erotico, ognuno con una sua visione e un suo stile distinto nel trattare l'argomento, per raccontare tre aspetti diversi della sessualità.
BLANCHE
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 07/06/2010 - 15:10
Blanche (1971) è il terzo lungometraggio (distribuito in pochissime copie in Italia, solo nel 1981) diretto da Walerian Borowczyk dopo Theatre de Monsieur et Madame Kabal (Il teatro del signore e della signora Kabal, 1967) e Goto, l'île d'amour (Goto, l'isola dell'amore, 1968). Prima del terzo film, il regista polacco dirige Le Phonographe (1969) un cortometraggio di dieci minuti con disegni animati, in cui recupera la rievocazione d'un passato legato tanto alla cultura quanto alla sensibilità emotiva: il fonografo diventa paradigma dell'oggetto eletto a personaggio secondo la prerogativa, unica, del cinema di Borowczyk.
BRUNELLO RONDI PARTE 11.2 – “LA VOCE” (2ª PARTE)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 24/05/2010 - 09:54
La seconda parte de La voce è imperniata su due cardini molto cari al regista: la contrapposizione tra preghiera e azione e una religione fatta di uomini e non di edifici. La giovinezza di Gonxha prosegue tormentata da un malessere che le appare incomprensibile, è come se dentro di lei si fosse creato un vuoto che per ora non è in grado di riempire. La riflessione sul talento, posta dal regista attraverso i flash-back che mostrano le esibizioni canore di Gonxha è il punto di partenza per comprendere l'imponderabilità del disegno divino. Gonxha sembra avere davanti a sé la strada spianata in ambito canoro, ma l'improvvisa malattia non solo le sbarra la strada, ma la porta a mettere in discussione tutta la sua vita precedente.
BRUNELLO RONDI PARTE 10.2 - “VELLUTO NERO” - SECONDA PARTE
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 10/05/2010 - 13:30
La seconda metà del film (dopo circa un ora), vede l'intrecciarsi della sceneggiatura di Brunello Rondi (tratta da un soggetto di Ferdinando Baldi) con "La vita è sogno" di Pedro Calderon de La Barca, dramma filosofico-teologico scritto nel 1635 e più volte richiamato, nel film, dalla recitazione di Hal Burns. L'opera in questione, definita la versione cristiana dell'Edipo, con al posto dell'incesto la morte della madre del principe Sigismondo, avvenuta durante il parto e, quindi, "causata" da lui stesso, vuole mettere in evidenza la potenza del sogno, che, durante le prigionia, diventa simile alla realtà e fa nascere in Sigismondo una confusione in cui il vero e l'onirico non trovano distinzioni, per poi concludere che: "Tutta la vita è un sogno".
BRUNELLO RONDI PARTE 9 – “I PROSSENETI”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 26/04/2010 - 13:38
Prosseneta: Voce colta di origine greca; prosseneta significava in origine "aiutatore degli ospiti", consigliere, guida, intermediario (nell'antica Grecia il pròsseno era il cittadino incaricato della protezione degli stranieri), mentre oggi sta per ruffiano e mezzano. I prosseneti, uscito nelle sale il 28 Aprile 1976 visibile oggi, solo grazie al passaggio in TV della durata di 90'32'' (ma registrato in visto censura come 105'), è il decimo film da regista di Brunello Rondi: "Velleitario tentativo di denunciare la mercificazione di cui la donna è oggetto nella nostra società" (Centro Cattolico Cinematografico).
BRUNELLO RONDI PARTE 7 – “INGRID SULLA STRADA”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 12/04/2010 - 10:21
Film per lungo tempo irreperibile, uscito in poche copie nel 1973, e subito dopo scomparso nell'anonimato più totale, Ingrid sulla strada è un'opera obliqua e debordante, in cui il regista ricostruisce un ritratto isterico e crudele di una città, Roma, ormai divenuta una macabra barzelletta. Roma è il centro dell'azione, e viene mostrata in maniera antitetica rispetto ai film precedenti: un frastuono di voci e di rumori affastellati senza soluzione di continuità in una metropoli caotica e piovosa, sempre sull'orlo del tracollo, da cui è scomparsa ogni immagine turistica e ogni bellezza antica per lasciare il posto ai prati sterrati e alle strade sbrecciate che corrono sotto il raccordo anulare.
BRUNELLO RONDI PARTE 5 – “RACCONTI PROIBITI... DI NIENTE VESTITI”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 29/03/2010 - 10:19
Un film goliardico, curioso, e "invisibile" (l'unica copia visionabile è quella della Cineteca Nazionale di 103 min, mentre esiste una vhs spagnola di 85 min.) squarciato da improvvisi e inaspettati lampi di violenza, teso ad integrare anche il registro comico in quell'universo angoscioso e perturbante che permea la filmografia (da regista) di Brunello Rondi.
BRUNELLO RONDI PARTE 3 – “LE TUE MANI SUL MIO CORPO”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 15/03/2010 - 10:15
Prima di scendere nei meandri della psiche femminile, è necessario affrontare il travaglio esistenziale del giovane "complessato", turbato, forse, traumatizzato. Sono gli anni post '68, quelli del riflusso e del flusso di coscienza (nel film espresso attraverso la voce-off di Andrea) che porta ad indagare cosa è rimasto di quell'anno e quali strappi si porta dietro nelle coscienze della borghesia e della famiglia, smembrata e distrutta dalla sua stessa ipocrisia, prima ancora che dalla contestazione.
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK - CÉRÉMONIE D'AMOUR (REGINA DELLA NOTTE) - PARTE 1.2
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 12/07/2010 - 18:00
Solo apparentemente, in Regina della notte, l'erotismo appare come implicito, in realtà proprio in questo film è pregnante e debordante (come lo era stato in Blanche), attraverso un processo di sottrazione della nudità e attraverso l'esaltazione, tanto del gesto quanto del dettaglio. La lunga sequenza in cui Miriam si trucca, si guarda nello specchio, si passa voluttuosamente la lingua sulle labbra, viene intervallata dal montaggio di immagini che mostrano il muoversi delle gambe fasciate nelle calze nere, il muoversi del vestito di seta a scoprire, con la sua trasparenza, parte delle cosce, l'ondeggiare sinuoso del piede nella scarpa col tacco e il dondolare dell'orecchino appeso all'orecchio, che segue ritmo del movimento del treno.
IL CINEMA DI WALERIAN BOROWCZYK – “DR JEKYLL ET LES FEMMES” (NEL PROFONDO DEL DELIRIO)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 28/06/2010 - 10:10
Già la prima trasposizione cinematografica sonora del romanzo di Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, quella diretta da Robert Mamoulian nel 1932, presenta evidenti tracce di erotismo. Il personaggio "inventato" di Ivy Pearsons (interpretato dalla conturbante Miriam Hopkins) è un concentrato di implicita sensualità e la scena dello spogliarello davanti ad un compiaciuto dottor Jekyll, si prolunga a lungo ed in sovraimpressione sulle immagini successive mostrando la gamba nuda e oscillante della donna.
INTERIEUR D'UN COUVENT (INTERNO DI UN CONVENTO)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 14/06/2010 - 11:30
Girato completamente in Italia e prodotto da Giuseppe Vezzani per la Trust International e la Lisa Film, Interno di un convento è forse il caso più rappresentativo del genere sexy-conventuale dell'intera storia del cinema. Nel 1977 Walerian Borowczyk sta lavorando ad un progetto cinematografico da realizzare in Italia con protagonisti Monica Vitti e Michele Placido, ma essendo entrambi gli attori occupati su altri set, il regista polacco decide di realizzare un film completamente diverso.
IL QUINTO ELEMENTO: IL CINEMA DI FOLCO QUILICI
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 31/05/2010 - 12:00
In occasione del suo ottantesimo compleanno (nasce a Ferrara il 9 Aprile 1930), appare più che doveroso rendere omaggio e celebrare la figura di Folco Quilici, colui che è senza dubbio il più grande e conosciuto documentarista italiano, anche se questa definizione è limitante per un "viaggiatore" eclettico come il regista ferrarese. Un uomo che ha lavorato per il cinema e per la televisione, autore di saggi e biografie, e che ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità in ambito culturale.
BRUNELLO RONDI PARTE 11.1 – “LA VOCE” (1ª PARTE)
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Mer, 19/05/2010 - 17:30
"Brunello Rondi è un intellettuale che ha saputo andare al di là della cultura per capire certe cose. Direi che, oltre che uomo di cinema, è filosofo ma con la fortuna di non aver già tutto sistemato". Così Cesare Zavattini traccia, in un suo Diario, il ritratto di Brunello Rondi. A conferma e incremento delle parole dell'inventore del neorealismo, contribuisce una dichiarazione dello stesso Rondi durante un'intervista a Carlo Brusati nel 1967: "È sono cattolico, credente anche se molti non lo pensano.
BRUNELLO RONDI PARTE 10-1 – "VELLUTO NERO" – PRIMA PARTE
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 03/05/2010 - 13:00
Velluto nero è l'ultimo film da regista di Brunello Rondi, penultimo se si considera lo sceneggiato televisivo "La voce", diretto a distanza di tre anni tra il 1981 e il 1982. Considerato dai più come un "suicidio d'autore", Velluto nero, apparentemente, sembra inserirsi nel filone tutto italiano di Emanuelle Nera, iniziato da Adalberto Albertini (con lo pseudonimo di Albert Thomas), con il film omonimo nel 1975, e proseguito sotto la regia di Aristide Massaccesi (alias Joe D'Amato), attraverso la costruzione di una serie di film finalizzati alla serializzazione delle avventure di questa disinibita eroina da fumetto.
BRUNELLO RONDI PARTE 8 – “PRIGIONE DI DONNE”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 19/04/2010 - 10:10
Uscito nelle sale il 13 Agosto 1974, Prigione di donne è chiaramente ispirato al film di Renato Castellani, Nella città l'inferno (1958), sceneggiato da Suso Cecchi D'Amico e tratto dal romanzo di Isa Mari, "Roma, Via delle Mantellate". Nel film di Castellani, una timida servetta veneta, Lina (Giulietta Masina), viene arrestata e condotta alle Mantellate, condannata per un furto commesso per compiacere l'amante. In prigione conosce Egle (Anna Magnani), leader delle detenute, la cui amicizia la cambierà profondamente.
BRUNELLO RONDI PARTE 6 – “TECNICA DI UN AMORE”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Mar, 06/04/2010 - 12:05
Oggetto misterioso per lungo tempo, l'ottavo film da regista di Brunello Rondi è oggi finalmente visibile nella copia depositata presso la cineteca nazionale. Il film è registrato al visto censura con la durata di 100 minuti, mentre la copia a disposizione ne dura appena 81; difficile dunque dare una valutazione complessiva di Tecnica di un amore, anche perché quella oggi visionabile è una copia in cui anche il montaggio non sembra seguire l'ordine cronologico degli avvenimenti (i riferimenti sono i vestiti dei protagonisti, che nella seconda parte del film cambiano improvvisamente riportando lo spettatore a scene già viste e interrotte nel primo tempo), frutto probabilmente di un assemblaggio frettoloso e non filologico.
BRUNELLO RONDI PARTE 4 – “VALERIA DENTRO E FUORI”
Pubblicato da Fabrizio Fogliato - Lun, 22/03/2010 - 10:45
Diretto da Brunello Rondi nel 1971, è un film difficile da valutare a causa della sua incompletezza (l'unica versione è quella televisiva della durata di 85 min. contro i 103 min. dell'originale), ma rappresenta, comunque un tentativo irrisolto (ma affascinante), di rappresentare sullo schermo la patologia senza né compromessi né edulcorazioni. Un ritratto di donna, crudele e spietato, obliquo e non allineato; un film diretto in maniera nevrotica (come metafora filmica della malattia) e percorso da un montaggio discontinuo e sincopato per delineare la rappresentazione di una nevrosi attraverso l'"arte".
IL GOTICO, L’ORRIDO E IL FANTASTICO: DALLA LETTERATURA AL CINEMA
Pubblicato da Ilaria Mutti - Mar, 09/03/2010 - 11:55
Capitolo III: Who's who: la strega.
Il mondo classico, ci restituisce attraverso il mito e le arti figurative, figure di bellissime maghe quali Circe e Medea e quella, spesso acerba e crudele, di Diana, divinità femminile di aspetti triplici e inquietanti, dea della caccia, della luna e degli incantesimi notturni. "In questi occhi c'è la bacca e la selva, c'è l'urlo, la morte, l'impetramento crudele... Ma, straniero, lei mi guarda, e nella tunica breve è una magra ragazza, come tu forse ne hai vedute al tuo paese." Così la ricorda Cesare Pavese, quando va in cerca dei suoi miti di ragazzo in "Dialoghi con Leucò".




















Commenti recenti
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
6 settimane 2 giorni fa
14 settimane 6 giorni fa
15 settimane 11 ore fa
15 settimane 11 ore fa
15 settimane 11 ore fa
15 settimane 11 ore fa