- Home
- Cinema
- DVD
- News
- Attualità
- Interviste / Conferenze
- Festival / Rassegne
- Berlino 60
- Assisi XXV
- Cinema - Festival di Roma 4
- Cinema - Festival di Roma I
- Cinema - Festival di Roma II
- Cinema - Festival di Roma III
- Science plus Fiction 09
- Torino Film Festival 25
- Torino Film Festival 27
- Pesaro 42
- SIC
- Cannes 59
- Cannes 61
- Berlino 56
- Berlino 57
- Berlino 58
- Venezia 62
- Venezia 63
- Venezia 64
- Venezia 65
- Focus On
- Adieu
- Video
- Rubriche
- Zp
Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 60
Messaggi recenti del blog
- GLI OMBRELLONI DI TALANI SI APRONO IN PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA A TRIESTE
- IL DIRETTORE DEL SETTORE CINEMA MARCO MUELLER RICEVE L'ORDEN DRUZHBY
- “CINECITTÀ LUCE – LE SFIDE DELLA MEMORIA”
- PROGETTO BONELLI: SIETE PRONTI A SPORCARVI LE MANI?
- “POVERI VOI”, LA PRIMA ONG AFRICANA CHE PORTA AIUTI UMANITARI ALL'ITALIA
- NOI STIAMO CON EMERGENCY - SABATO 17 - ORE 14.30 APPUNTAMENTO IN PIAZZA NAVONA ROMA
- PARAMOUNT ANCORA INSIEME IN ITALIA CON UNIVERSAL
- NAPOLI COMICON CAMBIA: FUSIONE CON GAMECON, NUOVE SEDI E NUOVE DATE
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
- “TAXI DRIVERS” PRESENTA “SYMPATHY FOR THE DEVIL”
Argomenti del forum attivi
Venezia 65: Settimana Internazionale della Critica
PINUCCIO LOVERO – SOGNO DI UNA MORTE DI MEZZA ESTATE
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Ven, 05/09/2008 - 14:49
2 e mezzo
Il treno dei desideri per un posto al cimitero. Nessuna necrofilia, solo un personaggio di infinita originalità e simpatia. Pinuccio Lovero - questo il suo nome - è un quarantenne di Bitonto che per tutta la vita ha nutrito un solo desiderio, anzi, un chiodo fisso: diventare il custode di un cimitero. Lo trova nella frazione del paese natìo, Mariotto, un micromondo in cui però le morti stentano a dargli soddisfazioni, con ben 5 mesi di penuria di funerali.
Pinuccio Lovero sogna da sempre di fare il becchino. A quarant'anni finalmente è stato assunto a tempo determinato come custode del cimitero di Mariotto, frazione di Bitonto, profondo Sud bollente. Nel mezzo di un'estate torrida, aspetta il suo primo funerale. Perché, dal giorno del suo arrivo cinque mesi fa a Mariotto nessuno è ancora passato a miglior vita. Pinuccio smania, i paesani esultano. Ma, prima o poi, qualcuno morirà e Pinuccio fiducioso aspetta, fermo davanti al cancello del "suo" cimitero.
HUANGGUA (CETRIOLO)
Pubblicato da Luca Peretti - Mer, 03/09/2008 - 18:37
2 e mezzo
Pechino, oggi, prima degli sconvolgimenti olimpionici supponiamo. C'è un venditore di frutta e verdura, aiutato dalla moglie che ha problemi nel comunicare e dal figlio iper-pressato per avere buoni voti a scuola. C'è un aspirante regista a cui, nonostante le mille promesse e le decine di emendamenti alla sceneggiatura, non vogliono attivare il film (tutto il mondo è paese, verrebbe da dire).
Nella Pechino di oggi s’intrecciano le storie di personaggi giunti in città dalla provincia. Una famiglia di fruttivendoli ambulanti fa i conti con gli scarsi guadagni e le pretese del racket di quartiere; un giovane regista è in cerca di finanziamenti per il suo film, ignorando che la sua ragazza lo mantiene facendo la prostituta; un padre disoccupato è alle prese con la moglie che lo tradisce e il figlio finito in una gang giovanile.
PRANZO DI FERRAGOSTO
Pubblicato da Luca Peretti - Mar, 02/09/2008 - 12:51
3
Esordire a 59 anni suonati è una scommessa. Esordire a 59 anni con un film che parla di anziani, anzi, di anziane, è una doppia scommessa. È Gianni Di Gregorio, assistente di Matteo Garrone e sceneggiatore di lungo corso, questa scommessa l'ha sicuramente vinta, confezionando un film delicato, leggero ma non banale, rapido non solo in virtù dei suoi 75 minuti ma soprattutto per la sua efficacia e capacità di colpire.
Nonostante sia un uomo di mezza età, Gianni vive in una vecchia casa del centro di Roma con la madre, una nobildonna decaduta che lo tiranneggia e gli lascia solo il tempo per l’osteria. Alla vigilia di Ferragosto l’amministratore del palazzo, conoscendo la sua situazione di “cattività”, gli propone di tenere con sé, per un paio di giorni, la propria mamma, in cambio dell’abbuono di tutte le spese condominiali non pagate.
IKI ÇIZGHI (DUE LINEE)
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Dom, 31/08/2008 - 17:37
1 e mezzo
Nella claustro-Turchia post-moderna la normalità in tema di relazioni sembra una chimera. Ne dà continuamente testimonianza il più famoso dei registi del Bosforo - il pluripremiato Nuri Bilge Ceylan - e i motivi per cui tali disfunzioni stiano ossessionando il cinema turco nascono dal noto periodo di trasformazioni che il Paese sta vivendo. E dalle sue profonde contraddizioni. Non fa dunque eccezione la giovane coppia di Istanbul rappresentata in Iki Çizgi dell'esordiente Selim Evci.
Una giovane coppia convive ad Istanbul senza entusiasmi e senza una vera comunicazione reciproca. Lui è fotografo, lei fa l'attrice. Dopo aver subito l'intrusione di un ladro, i due decidono di partire per un viaggio in macchina, durante il quale incontrano due giovani vicine di casa, rimaste ferme senza benzina. Lui si ferma ad aiutarle, flirtando con loro, e così, per vendetta, la giovane compagna, dopo che anche la loro macchina s'è bloccata priva di carburante, sale sull'auto di uno sconosciuto per cercare aiuto. Le gelosie del giovane condurranno il loro rapporto lungo un pericoloso crinale teso a svelarne drammaticamente il non detto reciproco.
ČUVARI NOČI (GUARDIANI DI NOTTE)
Pubblicato da Lorenzo Conte - Ven, 29/08/2008 - 20:00
1
Se c'è una cosa per cui si impone sullo spettatore l'opera prima di Namik Kabili, Nightguards, questa è la noia che inesorabile procede lungo i suoi seppur brevi 87 minuti che si dilatano fino a toccare la percezione delle ore. Inquadrature anonime con taglio di montaggio dai tempi biblici si alternano a dialoghi tanto banali e quotidiani quanto scontati ed ermeticamente spiccioli. Non che non ci piacciano i ritmi lenti, anzi ne siamo strenui difensori.
Nella Sarajevo contemporanea, in un grande negozio di mobili, due guardiani notturni si alternano nel controllo dei vari reparti e si organizzano a trascorrere la notte, effettuando i consueti giri di guardia e scambiandosi considerazioni sulla loro vita privata. Mehir è sposato da tre anni e non ha ancora avuto figli e i suoi dolori allo stomaco assomigliano curiosamente alle nausee da gravidanza.
L'APPRENTI (L'APPRENDISTA)
Pubblicato da Luca Peretti - Mer, 03/09/2008 - 18:35
2
I primi dieci minuti sono di quelli che piacciono agli amanti del cinema idilliaco e contadino: molto silenzio, gesti antichi e quotidiani (eppur modernissimi dato che siamo nella Francia di oggi), primi piani sui volti scavati dei protagonisti e bellissime riprese con colori pastello della campagna francese. La storia è quella di un giovane studente di un istituto agrario che fa il suo apprendistato presso una famiglia di allevatori e contadini.
Mathieu ha 15 anni e vive con la madre operaia, separata da un marito poco affidabile e praticamente assente dalla vita del ragazzo. Studente di un istituto agrario, Mathieu si reca in una fattoria dell'Alto Doubs, nell'est della Francia, per svolgere il suo apprendistato. Lo studio e il lavoro si intrecciano ben presto con la relazione che il ragazzo instaura con Paul, l'anziano proprietario della fattoria, che gli fa da tutor, ma nel quale trova anche quella figura paterna di cui ha sempre avuto bisogno.
$E11.OU7! – SELL OUT! (VENDI!)
Pubblicato da Luca Peretti - Lun, 01/09/2008 - 19:56
3
Un fantomatico regista di un cortometraggio premiato in un festival inesistente ci avverte che nei suoi film non succede nulla perché la vita è noiosa. E allora, si e ci chiede, perché fare film d'azione? È una sorta di giocoso avvertimento, la prima delle tante assurdità che Sell Out mette in scena. Già, perché la cifra del film è proprio la stranezza, ricercata, voluta, ostentata. Una stranezza mai ridicola, anzi, terribilmente divertente.
Due prepotenti uomini d'affari, che gestiscono senza troppi scrupoli una holding cui fa capo una stazione televisiva, hanno sotto contratto sia un giovane ingegnere idealista, che ha brevettato una macchina per produrre latte di soia, sia la cinica presentatrice di un talk show sul mondo dell'arte e dello spettacolo, in precipitosa caduta di audience. Quando la giornalista dovrà inventarsi un patetico reality show che mostra in diretta la morte di malati terminali, si troverà tra le mani il caso del povero inventore, licenziato in tronco dai due manager e tanto innamorato di lei da offrirsi come protagonista del suo show.
KABULI KID (IL BAMBINO DI KABUL)
Pubblicato da Luca Peretti - Sab, 30/08/2008 - 12:10
3
Ci sono film che si svelano piano piano, quasi in punta di piedi, che con calma, con lo scorrere dei minuti, entrano dentro fino a svelare la loro magia. E, alla fine, ci si sente sempre un po' diversi. È il caso di questo Kabuli Kid, piccolo film afgano-francese diretto da Barmak Akram, già affermato regista di documentari. La Francia ci mette i soldi - e importanti, dato che la distribuzione è quella di un colosso cinematografico come la Wild Bunch.
Kabul, oggi. Un tassista carica sulla sua auto una donna totalmente coperta dal burqa, con un bambino in braccio. Il neonato viene abbandonato dalla madre nella vettura e il tassista inizia a girare per la città cercando di risolvere il problema. Dopo aver inutilmente provato ad affidarlo all'orfanotrofio o alla polizia, è costretto a portarselo a casa, dove la moglie, che ha avuto solo figlie femmine, lo accoglie e lo allatta.
LØNSJ (COLD LUNCH)
Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Gio, 28/08/2008 - 14:08
2 e mezzo
Senza casa, senza fiducia o dignità, ma soprattutto solitudini senza pace. Così i personaggi del corale Lønsj, ovvero "pranzo" o Cold Lunch come suona il titolo internazionale. Primo lungometraggio della 37enne Eva Sørhaug, il film è l'unico titolo ammesso alla Settimana internazionale della critica 2008 ad essere già uscito nelle sale, nella fattispecie norvegesi (nel febbraio 2008, 75mila i biglietti strappati).
In un quartiere residenziale di Oslo un gruppo di persone vive la propria giornata, scandita da inquietudini e solitudini esistenziali. Il giovane Christer, preoccupato dalla sua situazione economica, provoca un incidente elettrico che innesca a sua volta una serie di nuovi problemi; Leni, rimasta senza casa dopo la morte del padre, trova, in modo del tutto anomalo, lavoro in un elegante posto di ristoro; Heidi è una giovane madre distratta che, alle prese con un rapporto sentimentale tormentato, dimentica in terrazza la carrozzina col proprio bambino. Su tutto e tutti incombono gli uccelli, mai così minacciosi dai tempi di Hitchcock...







Commenti recenti
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
2 settimane 3 giorni fa
6 settimane 1 giorno fa
14 settimane 6 giorni fa
15 settimane 9 ore fa
15 settimane 9 ore fa
15 settimane 9 ore fa
15 settimane 9 ore fa