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Science plus Fiction 09
L’ANIMAZIONE VINCE IL PREMIO ASTEROIDE CON “FIRST SQUAD” E “METROPIA” (MENZIONE SPECIALE)
A "The Children" va invece la nomination al "Méliès d'Or" e a "TiMer" "Il Premio del pubblico"... dell'Edizione Zero/Nove di Science+Fiction - Festival della Fantascienza... Trieste 22-28 novembre 2009
È "First Squad-The Moment of Truth", del giapponese Yoshiharu Ashino, il vincitore del PREMIO ASTEROIDE (assegnato al miglior lungometraggio in Concorso). Al film svedese "Metropia" di Tarik Saleh va invece una Menzione Speciale.
CON CHRISTOPHER LEE, LA CONSEGNA DEL PREMIO ASTEROIDE E DEL MÉLIÈS D’ARGENTO, GRANDE CHIUSURA CON L’ANTEPRIMA DI “MOON”
Science+Fiction - Festival della Fantascienza, Edizione Zero/Nove. Trieste 22-28 novembre 2009 - Multiplex Cinecity - Torri d'europa
Giornata conclusiva, quella di oggi, sabato 28 novembre. E il festival della fantascienza di Trieste può già tirare alcune somme, tutte positive, a partire da un'affluenza di pubblico davvero straordinaria. E pensare che uno dei momenti più attesi deve ancora arrivare, ovvero la Serata di Premiazione che chiuderà la kermesse domani sera, con la consegna del Premio Asteroide al Miglior lungometraggio in Concorso e la Nomination al Méliès d'Or (il Premio Méliès d'Argento).
PREMIO NOTTURNO “NUOVE VISIONI” A FEDERICO ZAMPAGLIONE ALLO SCIENCE+FICTION FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA - EDIZIONE ZERO/NOVE
Ma anche Christopher Lee e molto altro ancora a Trieste - Multiplex Cinecity, Torri d'Europa
Novità assoluta di questa edizione di Science+Fiction, il festival internazionale della fantascienza: un Premio Speciale - in collaborazione con la rivista Nocturno Cinema - dedicato all'opera (e al suo autore) più interessante nel panorama emergente europeo. Il Premio "Nuove Visioni", questo il suo nome, va quest'anno a "Shadow" di Federico Zampaglione, che domani arriverà a Trieste per ritirare il riconoscimento e presentare questo suo secondo lavoro (dopo "Nero bifamiliare").
MARX STRIKES BACK: LA FANTASCIENZA DELL'UNIONE SOVIETICA AL S+F
Da sempre il cinema di fantascienza si è prestato ad essere, proprio per la sua capacità di essere -come altri generi- l'espressione diretta e immediata di paure e speranze di un qui e un'ora (la capacità di trascendere il contesto temporale spetta solo alle opere migliori), una delle lenti d'ingrandimento privilegiate della Storia, attraverso la quale è prima di tutto il presente (del film) ad apparire in tutta la sua ingenua immediatezza.
ROGER CORMAN, UNA CARRIERA DA OSCAR… AL FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA "SCIENCE+FICTION" - EDIZIONE ZERO/NOVE
A Trieste dal 22 al 28 novembre 2009 il futuro Premio Oscar alla Carriera 2010...
L'edizione zero/nove di Science+Fiction - il festival internazionale della fantascienza - manifestazione dedicata all'esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo - l'aveva previsto, decidendo molti mesi fa di assegnare a Roger Corman il "Premio alla Carriera Urania d'Argento" (che verrà attribuito lunedì 23 novembre).
VIAGGI SPAZIALI, RATTI UMANI E ZOMBIE SERBI AL S+F
Im Staum der Stern/ In the dust of the star
Regia: Gottfried Kolditz
Nazione e anno: RDT(DDR), 1976
Durata: 90'
Formato: 35mm, colore
Atipica Space Opera della DDR, Im Staum der Stern è un film che risente particolarmente del contesto temporale durante il quale fu girato: prodotto nel cuore degli anni ’70 il film è un tripudio di influenze dell’epoca, a partire dai costumi (di cui ci viene proposta un’intera collezione: i personaggi durante il film non fanno che cambiarsi), alle capigliature, agli oggetti (pur nella loro versione “futurizzata”, dove a trionfare è il tubicino o lo spray), alle musiche e ai balletti (vagamente psichedelici e ipnotizzanti – peraltro eccessivamente presenti, appesantendo parecchio il film), agli stessi ambienti (specchi, superfici metallizzate riflettenti, oggetti dai colori vivaci e vividi), restituendo un’atmosfera che già caratteristica della serie di Spazio:1999, giusto in quel anno approdata in Europa. Nonostante Im Staum der Stern presentasse un universo anomalo per i film di quel periodo della Germania dell’Est (La Terra non viene mai nominata e i popoli contendenti sono due popoli alieni), il marchio ideologico e produttivo della DEFA è ben riconoscibile durante tutto il film (si veda la regia di mestiere, al servizio della narrazione e senza particolari guizzi, e gli espliciti riferimenti alla lotta proletaria e internazionalista, facendo del film una evidente metafora della lotta tra Capitalismo e Comunismo). Nel suo complesso il film non brilla e fin dalla prima parte si segue a fatica; solo nella seconda il ritmo ne guadagna, ma a vantaggio di confusi intrecci narrativi, che più che far capire quello che accade, lo fa a malapena intuire.
Izbavitelj/ The rat savior
Regia: Krsto Papic
Nazione e anno: Serbia e Montenegro, 1976
Durata: 80'
Formato: 35mm, colore
Introdotto da degli inquietanti e bellissimi titoli di testa, un montaggio di cartelli disegnati in stile surrealista rappresentati ratti maligni intenti a dilaniare persone, Izbavitelj, contrariamente ai film più allineati della DEFA, e similmente a molte altre cinematografia dei paesi limitrofi (la Cecoslovacchia su tutte) si distingue per la critica al potere non sempre, però, rappresentata all’altezza dall’allegoria proposta dal film – secondo il quale i topi si stanno impadronendo dell’umanità sostituendosi alle persone sotto la guida del Redentore, sorta di Duce che si presenta durante i tempi di crisi – spesso solo accennata, giocando più che sull’accumulo di informazioni intorno all’agghiacciante piano alla Bodysnatchers dei topi – che avrebbe rafforzato la critica di fondo; si concentra invece sulle suggestioni e sull’inquietudine trasmessa dal tutto (l’accerchiamento e l’isolamento, il non potersi fidare di nessuno, l’ambiguità tra gli uomini topi e gli uomini), suggestioni ben puntellate da alcune sequenze chiave e particolarmente autoriali, che, grazie alla regia di Papic, particolarmente “netta” (si veda il largo uso nelle sequenze chiave dei primissimi piani e di inquadrature dotate di una angolazione piuttosto accentuata), acquistano un valore aggiunto non indifferente, come nella scena della banca, l’inseguimento del Redentore per la città, la tortura e la fuga dai sotterranei della banca, che aumentano la tensione e danno respiro al film, facendone meritare, da sole, la visione.
Serbia, anni dopo. Per la sezione Neon, presentato Zone of the dead (Zona mrtvih) di Milan Konjevic e Milan Todorovic, ennesimo e tipicissimo film romeriano sugli zombie che invadono una città qualsiasi del mondo (questa volta tocca a Pancevo, la città più inquinata d’Europa: tema assolutamente mal sfruttato, se non ignorato, dal film) e sul solito gruppo di sopravvissuti che deve far fronte alla minaccia. In un susseguirsi di luoghi comuni, ammiccamenti ai film di Romero, omaggi Tarantiniani (durante la mattanza finale compare perfino una katana) e effettacci vari – senza citare i numerosi errori di sceneggiatura), il film si manifesta in tutta la sua banalità, per altro già vista mille altre volte (era perfino possibile anticipare la sceneggiatura di vari minuti, per quanto prevedibile) facendone poco più che un sopportabile pop corn movie da vedere con gli amici per riderne insieme. Unica novità sono gli zombie che dormono (tutti insieme, stesi al sole al porto), ma sinceramente avremmo potuto volentieri farne a meno.
A CHRISTOPHER LEE VA IL PREMIO “URANIA D’ARGENTO” DEL SCIENCE+FICTION - FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA EDIZIONE ZERO/NOVE
Trieste 22-28 novembre 2009 - Multiplex Cinecity - Torri d'Europa
Verrà consegnato domani, giovedì 26 novembre, il Premio alla Carriera a Christopher Lee, altro straordinario vincitore di questa decima edizione di S+F. L'attore più alto fra tutti, con il suo metro e 96 d'altezza, altra leggenda vivente del cinema "borderline", è già arrivato Trieste per ricevere l'Urania d'argento alla carriera.
SCIENCE+FICTION FESTIVAL AL VIA: ROGER CORMAN APRE LE DANZE
Il cinema di genere (in tutte le sue sfumature: dalla fantascienza all'horror, al fantastico) è quello che più di tutti riesce a penetrare nelle viscere della contemporaneità, svelandone orrori e paure, materializzandone i sogni e le speranze, denunciandone storture e paradossi. I generi sono la pancia della Storia, un cinema che non ha paura di immergersi nell'intimo dell'uomo, sondando quell'inspiegabile che alberga le nostre esistenze individuali e sociali.




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