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Argomenti del forum attivi
Cinema - Festival di Roma III
I PREMI UFFICIALI DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
Una rassegna passata in sordina, la 3a del Festival Internazionale del Film, ma Rondi è già pieno di nuove idee e buoni propositi da riferire al prossimo consiglio direttivo. Sottolinenado che lui, con la politica, non c'entra e non si lascia comandare. Sarà. Ma veniamo ai premi, per chi volesse saperli (c'erano anche quelli, ma come ogni anno si tende a dimenticarlo). Cinema italiano a testa alta, e difficilmente poteva essere altrimenti con la gragnuola di pellicole tricolori in lizza: premiati Donatella Finocchiaro (come ampiamente previsto, ma è un riconoscimento più che meritato) e Giacomo Battiato.
EXTRA(ORDINAIRE): L'ALTRO CINEMA DEL FESTIVAL DI ROMA
A ROCK ‘N ROLL(A) STORY
UN QUARTO D'ORA DI CELEBRITA': ASSAGGIO LAMPO DI TWILIGHT
Moccia s'annida ovunque, come certi raffreddori stagionali ai quali sai già che non potrai sfuggire per sempre. In molti hanno già tentato di soffiarci la definizione, ma ne rivendichiamo orgogliosamente l'appartenenza: questi "vampiri mocciosi" in bilico tra la bara e il fotoromanzo su Cioè hanno troppo a che spartire con la Liala figlia di Pipolo per non notarlo. Evento attesissimo di questo festival capitolino, i quindici minuti di Twilight proiettati per la stampa - e, separatamente, per il teen pubblico in delirio - fan sollevare qualche sopracciglio e soffocare un paio di risatine.
ZANUSSI A ROMA COL CUORE IN MANO
Krzysztof ci riprova. Dopo Il sole nero di un paio d'anni fa, il regista polacco torna a riempire il grande schermo con la piacevole vena autoironica di With a warm heart, pastiche in bilico tra il surreale e la fiaba noir. Presentando in questa terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma quella che lo slogan definisce una "commedia seria da morire", Zanussi divide come sempre tra sostenitori e detrattori. Ma diverte.
STRAPPANDO LA TELA DEL CINEMA: EL ARTISTA
QUANDO L'AMORE È IN GABBIA
Mauro, Deborah e la piccola Gaia vivono separati da anni. Lui è chiuso a Rebibbia, lei vive con la bambina e lo va a trovare ogni settimana. A tenerli ancora legati assieme, filo sottilissimo eppur incredibilmente resistente, è un affetto tenace come l'erbaccia e ancora tenero, vivo - questo nonostante la distanza di tempo e di spazio, le aspettative, il cinismo ritrovato, l'ansia e le recriminazioni chiuse in gola. L'occhio della camera indugia rispettoso, mai voyeur, sul picnic che si concedono durante un sabato di visita in cui il cortile del carcere pare quasi il parco comunale. Mauro solleva Gaia tra le braccia e le fa il solletico, tu che osservi hai un groppo in gola e non sai ancora bene perché.
IN CAMMINO VERSO L'HEIMAT: IL RITORNO DI THOMAS VINTERBERG
In una fotografia satura tutta virata sullo spettro del giallo e dell'arancione si consuma il ritorno in patria - ovvero a casa, riprendendo il titolo del film - di Thomas Vinterberg. Come già ha ricordato Assayas, la storia del cinema sperimentale non corre parallela alla storia del cinema, ma sono lo stesso movimento e non si può pensare ad un cinema canonizzato senza quello sperimentale; se Dogma 95 è (stato) un movimento sperimentale, allora non vi si può prescindere per la valutazione di When a man comes home, o meglio, vi si deve prescindere affinché ne affiorino le derivazioni, le influenze, le evoluzioni.
PILLOLE – Tutto quello che del Festival Internazionale i media non dicono, ma che è necessario sapere: GIORNO 6
Horror. Proiezione stampa di Quell'estate. Il film è molto carino, sul grande schermo duettano Alessandro Haber e Diane Fleri. In sala ci aspettiamo i soliti 20 colleghi e i ragazzini di turno, essendo un film di Alice nella città. Invece i ragazzini non c'erano, e i colleghi erano 7. Si sentiva il vento fischiare tra i pertugi, il silenzio di tomba in sala, lupi ululare e porte cigolare. Qualcuno l'ha recensito come se fosse un horror.
"CLIENTE", QUANDO L'AMORE LO PAGA... LA DONNA
Promette parecchio la comicità al femminile di Josiane Balasko, che a Roma porta il suo Cliente, commedia agrodolce che parla con un sorriso di temi quali la solitudine, la sessualità femminile, la prostituzione, e li combina insieme cercando di non fare troppi danni. La protagonista è una Nathalie Baye nervosa e sofisticata (e al solito bellissima), cinquantenne in carriera che dopo l'abbandono del marito si ritrova a pesare sulla bilancia da una parte gli effetti della disillusione sentimentale, dall'altra il peso consistente del proprio portafoglio.
WINSPEARE E PANINI, L'ITALIA CHE VA
Lui e lei, ragione e sentimento, le caserme e la macrocriminalità, il mare e i pomodori secchi. A voler mutilare con leggerezza il bel film di Edoardo Winspeare si riesce facilmente gridando al cliché, a patto d'ignorare i numerosi pregi che costruiscono un impianto solido e un racconto scorrevole. Occorrerebbe invece valutare con buonsenso il panorama cinematografico circostante: a quest'ora della notte, in un'Italia sempre più incomprensibilmente povera di spunti e perizia, un film ben fatto è automaticamente un buon film.
PILLOLE – Tutto quello che del Festival Internazionale i media non dicono, ma che è necessario sapere: GIORNO 7
È la matematica, bellezza. L'assessore Croppi del Comune di Roma si presenta con due biglietti e una corte al seguito.
"Qual è il problema?", si chiede sbalordito.
Lo abbiamo aiutato a fare 6-2 = 4, per cercare di fargli capire l'arcano motivo per cui alcune persone del suo codazzo non potessero entrare.
Non siamo sicurissimi che ci abbia capito.
IL TORMENTO E L'ESTASI: INCONTRO CON MICHAEL CIMINO
SI PUO’ FARE
Yes, they actually can. Possono farcela davvero. La combriccola di picchiatelli capitanati dal sindacalista buono Nello alias Claudio Bisio, capocomico vita natural durante (persino in conferenza stampa: dev'essere più forte di lui), è caso esemplare ed esempio per la società italiana anni Ottanta, in cui la legge Basaglia ha di fatto aperto le orride gabbie umane e rilasciato tanti soggetti scomodi a vagare per la penisola - poco amati, spesso affatto desiderati. Ecco quindi che, per la solida sceneggiatura di Fabio Bonifacci, questo Si può fare arriva al grande schermo in veste favolistica ma non troppo: dopotutto di storia vera si tratta, benché addobbata a festa con tenerissimo gusto. Lasciamocela raccontare.
CRONACHE SUBACQUEE: TSUI HARK IN ALTO MARE, ROMA IN PIENO DILUVIO
La Sala Ikea si sta trasformando in un acquario, e con lei il resto del cosiddetto Festival del cinema internazionale di Roma. Seconda sera di pioggia "cocente", nel senso che ci fa cuocere sotto di noi il sedile dal timore che la tensostruttura prenda il volo, o per meglio dire, ci cada addosso. E tanto per fare pendant con il diluvio del mondo, ci viene proposto sul grande schermo un'avventura che entra ed esce dall'acqua degli abissi.
TEMPESTA SU LA TENUTA A NORD DI ROMA
Altra sera alla Sala Ikea, all'insegna del Concorso 2008, e ci pensano le perturbazioni, o meglio le tempeste!, atmosferiche, a movimentare la rassegna romana, non ricevendo soccorso per questo dal film in visione. Fulmini, tuoni, saette (queste non le sentiamo, ma le intuiamo) scuotono la tensostruttura, con un mini tornado tutto italico che investe la navicella spaziale sul cui schermo viene proiettato A Corte do Norte, nuova fatica intellettuale, ahinoi pure troppo, di João Botelho, regista portoghese noto in passato, tra gli estimatori cinefili, per O Fatalista (2005).
COLIN FARRELL: "POLIZIOTTO, MIO MALGRADO"
Si presenta fascinoso e stropicciato come da copione Colin Farrell, con gli anfibi slacciati e tanto di cappellaccio scuro. Alla conferenza stampa di presentazione del manualistico Pride and glory, presentato in concorso alla terza edizione del festival cinematografico capitolino, il protagonista racconta assieme al regista Gavin O'Connor com'è stato lavorare al progetto e affrontare l'ennesimo poliziottesco classico scansando come la peste il rischio di realizzare, parole loro, "il solito popcorn movie".
PRIDE AND GLORY. IL PREZZO DELL’ONORE
Niente da fare. Training Day ha creato un vero sottogenere del poliziesco americano: poliziotti corrotti a New York. Dopo Il colore della notte, arriva sugli schermi italiani, presentato in anteprima alla terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione Premiére, Pride and Glory un solido poliziesco ambientato all'ombra delle mille luci della Grande Mela. Quattro agenti della polizia di New York sono rimasti uccisi in un agguato. Il tragico evento scuote l'intero Dipartimento di Polizia, mettendo tutti in allerta.
IL RITMO DEL CUORE
Prosegue la sezione ufficiale del Festival, "Cinema 2008". Mentre fuori piove, sia concretamente che metaforicamente per una rassegna che vede sale vuote, pubblico inesistente a osannare i divi, la stessa stampa svogliata che segue le proiezioni, forse perdendosi ciò che può valere veramente qualcosa. La planata che sale dalle poltrone della Sala Ikea parte da ieri con due film diversi, ma ambedue che vivono di colore, quel colore che nel film Le Plaisir de charter il timbro di una voce che canta sa donare, facendoti risalire in volo verso l'alto.
ROMA, COMMEDIE A CONFRONTO
Alla fine de "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni la pioggia purificatrice scende impetuosa, portando via la peste dalle strade, sciogliendo le tensioni i problemi. La pioggia è da sempre un tòpos dello scioglimento di tutte le tensioni narrative. Ma la pioggia segna anche i momenti difficili, gli imprevisti; infine la pioggia sancisce il momento della riflessione e dell'incontro. La pioggia è al centro de Parlez-moi de la pluie della regista francese Agnès Jaoui, protagonista (in)visibile di una vicenda di separazioni, litigi, amori, solitudini, sogni, equivoci che nella pioggia nascono e si risolvono.
E I BAMBINI NON STANNO A GUARDARE
Al virtuale giro di boa del fine settimana, possiamo dirlo: questa terza edizione del festival romano è meno affollata rispetto alle precedenti: c'è meno gente, E non ci riferiamo soltanto a qualche poltrona di troppo rimasta vuota anche nelle proiezioni più dichiaratamente "popolari" (per esempio, la serale di Appaloosa, nonostante la presenza in sala di Ed Harris e Viggo Mortensen). Anche la folla che circonda il red carpet è piuttosto esigua se paragonata agli anni precedenti, persino nelle "ore di punta" in cui transitano le star. D'altronde, le offerte a metà prezzo dei biglietti per il pubblico per gli spettacoli (lo strombazzato sconto last minute), qualcosa la dicono.





















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